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Kanji

Il Maestro Salvio Alessi di Se!

Chi sono realmente?

Quali sensazioni provo a guardarmi dall’esterno?

“Io” una briciola di niente in un mare di sapere, di fronte a me… l’Universo! … Di fronte a me l’uomo, mi perdo nei meandri dello scibile.

Ho insegnato continuando a imparare.

Ho combattuto per affermare ciò che era impossibile in un’epoca di lottatori di “greca” e “libera” il concetto del Judo iniziando nel lontano 1952.

Sono stato quotidianamente sfidato ed ho realmente combattuto, ma ciò non mi basta. Le vittorie effimere si concludevano in un attimo lasciandomi dentro un vuoto…!

Un lampo di luce…l’Aikido!

Mi sono ritrovato, ho scoperto ciò che di me era nascosto. Non ho cercato né gradi né riconoscimenti ma sono rimasto un allievo tra gli allievi, pronto a donare me stesso per gli altri augurandomi che il mio poco sapere non mi faccia orgoglioso.

 Il mio dojo è la mia mente dove studio e pratico quotidianamente con serenità ed armonia, comprendendo ogni giorno ciò che ieri non avevo compreso.

Semplicemente “io”

Salvio ALESSI

 

Fonti limpide dove ho attinto l’acqua del sapere:

Judo: M° Tadashi Koiké; M° Noritomo Otami

Aikido: Insegnamenti e teorie del M° Tada Hiroshi; gli insegnamenti del M°.stri Hosokawa Hideki, Tamura Nobuyoshi e Fujimoto Yoji.

 

Il Maestro Salvio Alessi per me allievo

Un uomo corpulento rendeva omaggio al Maestro Hideki Hosokawa in tutte le occasioni in cui il Maestro teneva i suoi seminari di Aikido nella città di Palermo.

Il dialogo intenso, il reciproco rispetto e la dedizione con cui quell’uomo seguiva dall’esterno il seminario, suscitava in me curiosità e ammirazione. Noi sul tatami praticavamo e spesso eravamo assenti o distratti nel seguire le indicazioni del Maestro. Quell’uomo in silenzio sembrava non perdere nulla di ciò che avveniva sul tatami. I suoi occhi s’illuminavano e la sua mente si nutriva di ciò che avveniva senza distrazione alcuna.

Per molto tempo mi sono chiesto chi fosse. A quei tempi non esisteva internet e le notizie potevano essere ricercate solo per via diretta. Dopo diversi anni, chiesi al Maestro chi fosse la persona con la quale da anni s’intratteneva prima delle lezioni. Mi fu risposto che il suo nome era Salvio Alessi, che aveva conosciuto, sul tatami, il Maestro Tada agli inizi del suo arrivo in Italia e che era un importante maestro di Judo e grande esperto della cultura tradizionale giapponese. 

Quando il Maestro Hosokawa smise di tenere seminari a Palermo, non ebbi più notizie del Maestro Alessi, ma la sua figura mi ha accompagnato per decenni. Non potevo dimenticare la lezione che indirettamente avevo ricevuto dall’osservazione del suo comportamento.

Da piccolo avevo appreso che l’apprendimento inizia da una buona osservazione e imitazione. Quell’uomo con la sua presenza aveva attivato in me una coscienza marziale degna del più alto spirito samurai: “Il sapere non deve renderci orgogliosi, ma deve sempre alimentare la curiosità del novizio-allievo”.

Questo è quanto ho imparato dal Maestro Alessi e l’ho imparato osservando egli stesso nella pratica.

Qualche decennio più tardi, fui invitato a Palermo per tenere un seminario di Aikido, il figlio del Maestro Alessi era tra i praticanti che assistevano alla mia lezione. Colpito dalla mia impostazione didattica, invitò il padre ad assistere alla lezione del giorno seguente. Quella mattina Il Maestro era seduto a bordo tatami e i suoi occhi manifestavano la stessa intensità che negli anni avevo imparato a conoscere. A fine lezione si avvicinò e mi disse che aveva assistito a una grande lezione e che nel mio modo di praticare si vedeva la radice del maestro Hosokawa e l’energia e vigore del giovane maestro Tada.

Le sue parole mi riempirono di gioia, perché sapevo essere espresse da una persona schietta e competente. Raccontai al Maestro tutto quello che avevo imparato da lui nell’osservazione dei suoi dialoghi con il Maestro Hosokawa  e che l’opportunità di quel dialogo diretto era per me un grande onore. Da quel giorno i nostri rapporti sono sempre diventati più intensi. Il Maestro ha guidato i praticanti di Aikido che seguono la mia didattica (dovrei chiamarli allievi, ma ho così tanto imparato da loro che non so dire chi sia in realtà l’allievo) e continua a essere un riferimento per tutti noi.

In questi anni il Maestro ha disegnato per me dei Kanji (ideogrammi giapponesi) che con il suo permesso, ho deciso di rimettere alla vostra disponibilità. Essi rappresentano un valido esercizio per una contemplazione nel presente e una guida nella vostra essenza di “essere della lontananza”.

 Fabio Cavallaro