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Olisi

GLI “OLISI

Sono dei bastoni di rattan induriti sul fuoco, di lunghezza di circa 70 cm e di diametro di circa 2 cm.

Il loro utilizzo sistematico avviene nell’ambito dell’apprendimento dell’Arte marziale filippina del Kali-Arnis-Eskrima (unica arte la cui nomenclatura cambia in ragione dell’area geografica dell’arcipelago delle Filippine in cui si pratica).

Le ragioni che mi hanno spinto a loro impiego nella pratica ordinaria dell’Aikido risiedono in ciò:

Nell’Aikido si studiano: il Jo (bastone di lunghezza 1,29 cm e diametro 2.9 cm), il Boken (spada di legno simulacro della Katana giapponese) e il tanto (pugnale di legno). Ciascuna delle armi svolge una funzione didattica peculiare.

Jo insegna la coordinazione arti inferiori e superiori;

boken la corretta gestione della distanza tra i corpi di Uke e Tori (i protagonisti dell’azione nell’Aikido);

Tanto esercita i tagli, i meguri (movimenti “vorticosi” dei polsi e non solo) e la profondità dell’attacco tsuki (colpo di punta).

Lo studio degli “Olisi” (nella versione a uno e doppio) ha il preciso intendo di sviluppare una condizione psicomotoria indispensabile, a parere di chi scrive, per una corretta acquisizione di un’azione efficiente ed efficace nell’uso degli arti superiori (in primis) e inferiori.

Lo studio degli “Olisi” si fonda su di una precisa regola:

“Non legare il colpo sferrato a uno schema rigido”.

 Bisogna padroneggiare tutte le situazioni in cui ci si viene a trovare, senza essere condizionati da forme precostituite.

Lo studio e sviluppo di questo settore consente al discente di acquisire una coordinazione motoria fondata su nuovi collegamenti neurologici (la differenza tra destrorso o mancino tende a svanire) che gli consentono una rapida evoluzione negli altri settori di studio e un miglioramento della qualità delle proprie azioni. Infatti, la rapidità degli attacchi con gli “Olisi” fa sì che il discente sviluppi velocemente delle qualità di tempistica e vigilanza. Ciò avviene attraverso lo studio degli “angoli di attacco”, la cui azione di: bloccaggio, intercettazione, deflessione, va realizzata in funzione di questi angoli, perché a velocità reale l’attacco è troppo rapido perché sia interpretato efficacemente.

Maestro Fabio Cavallaro